12 dic 2013

Dov'è Olginate Poesia di Emanuele Locatelli Scrittore


Dov’è Olginate? .

Ecco sono tornato a casa!
Sto male, mi gira la testa
non sento più il cuore…
mi chiedo solo perché,
perché?
Manco dalla mia terra da solo due mesi
ma a quanto pare
è passato troppo tempo…
Qui tutto è cambiato!
Il sentimento che ho dentro
è rabbia
dettata dalla legge del dolore,
sento la mia stessa pelle
strapparsi di dosso,
il mio sangue cadere inutilmente…
è una metafora, un paragone
lo so
ma se servisse a cambiare le cose
farei cadere tanto di quel sangue
dalle mie vene
da far rabbrividire anche il sole
ma neanche centomila lacrime
mi daranno indietro la mia terra,
il mio rifugio alla vergogna, la mia poesia…
non ho più terra da piantar radici
non c’è più il mondo
ma era qui, dov’è finito
ridatemelo vi prego, ridatemelo
è tutto quel che ho, ridatemelo…
vi prego ridatemelo.
Mi cade il mondo!
Non c’è più un solo albero
sono stati tutti sradicati
e le lepri dove sono,
i fagiani, i cigni, gli aironi
dove sono andati
chi li ha ammazzati?
Non c’è più un campo verde libero
è sparito anche il campo di grano
c’è solo sabbia e cemento
ma chi è stato?
Ma non è possibile
c’è una strada in mezzo al fiume
e il cretino dell’architetto mi dice pure
serve a pulire!
Ma cosa fate?
C’è pure un ponte in costruzione
ma non serve non c’è mai servito!
Qui ci siamo rimbambiti!
Ma dov’è il fiume?
Mio Dio l’hanno incanalato!
Il mio caro fiume
l’hanno rovinato,
l’hanno ammazzato!
Era lì, il fiume c’era
lo seguivo ogni giorno
ma adesso dov’è?
L’hanno prosciugato!
Ma ci siamo rimbambiti!
Il mio fiume è stato svuotato,
prosciugato, pulito, riempito di terra e cemento,
bastardi era il mio elemento, era la mia vita.
Non capisco e non ci credo,
dov’è il fango
non ci credo ma è tutto vero…
qui è tutto cemento…
è un inutile tormento
è una catastrofica rovina…
non c’è più ragione!
Nessun bambino
giocherà più fra questi campi,
nessun anziano avrà più il suo sentiero
e nessun cavallo galopperà più
fra queste strade,
nessuno vedrà più questo paradiso!
Nessuno vedrà più
i ciliegi in fiore e nessuno raccoglierà più le more,
nessuno correrà più lungo il fiume
e le barche e le canoe dovranno
cambiare direzione,
nessuno correrà più nel fango
e nessuno raccoglierà più la cicoria,
non ci saranno più campi di grano
né alberi odiosi da segare,
nessun seme darà più i suoi frutti
e gli innamorati dovranno andare
da un'altra parte,
perché qui ora ci sarà solo cemento e
strade, ponti e dighe
bisogna dar spazio alla modernizzazione
e tralasciare i piccoli dettagli
tanto la gente va in ferie al mare
e che se ne frega se il paese diventa cemento
tanto è solo finche non arriva altro
cemento e la sua modernizzazione.
Ma qui ci siamo rimbambiti!
Dov’è il mio salice piangente
e l’altalena di legno con cui giocare
non c’è più niente
non c’è più nemmeno la gente…
Ma qui ci siamo rimbambiti!
Dov’è la gente
E perché nessuno dice niente
sarò rimbambito
ma pretendo una risposta..
Dov’è il mio salice piangente?
Qui c’è solo cemento!
Qui è tutto cemento
non c’è più nemmeno un albero finto!
Il mio mondo non c’è più
questa terra non esiste più
la mia poesia si è incendiata
si è persa, sradicata,
il nervoso acceca la mia mente
e un pensiero mi annebbia il cuore..
era necessario!
Di chi è la colpa!
Ora ascoltami scienziato…
Sappi che tuo figlio
Non potrà più giocare
Ne correre, ne cantare,
perché tu gli stai distruggendo
il mondo
tu ci stai ammazzando!
Dov’è la gente?
Sono da solo qui a piangere
Come un cretino
Ma a nessuno importa del mondo?
Basta non ci voglio più pensare…
Salvate il mondo
Non ci lasciamo morire da soli!                                        

Emanuele Locatelli Scrittore www.emanuelelocatelliscrittore.it



  

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