13 nov 2013

Terremoto D'Abruzzo poesia di Emanuele Locatelli Scrittore


Terremoto D’Abruzzo.

Che tristezza questo mondo
È pieno d’amarezza.
I miei sentimenti, un cuore solo
Non può bastare..
Questa dannata solitudine mi divora dentro
Mi mangia, mi scava lenta nel petto.
Questa vita dannata e puttana
Questa solitudine strana
Che ormai è la mia malattia ..
Pietà.. Pietà.
Pietà di me, di te, del mondo,
di un figlio
che verrà alla luce nel dolore e nella povertà.
Sono qui che piango di me e di te
Non c’è pace, né guerra, né religione che tenga
È un mondo triste, di lutto
E pieno d’amarezza
Duecentocinquanta persone morte oggi
Un terremoto le ha portate via
E la tragedia si poteva facilmente prevedere
Se solo a quell’uomo che diede l’allarme
Non lo condannarono a pazzia.
Che mondo strano è il nostro
Che mondo triste è questo,
Ho il cuore pieno d’amarezza
forse potresti essere tu la mia salvezza.
Allunga la mano al poeta stanco
Un bacio, un abbraccio o una
Dolce carezza
Oggi ho bisogno d’affetto
Mi sento solo inutile e stanco
E pensare che io non ci posso fare niente
Se solo i vizzi capitali cessassero d’esistere
Questo mondo sarebbe meglio del paradiso.
Allunga la mano al poeta stanco
Una moneta oggi e una domani
Sono stanco persino di pensare..
Una nuova poesia per sognare
Un mondo perfetto che è già qui.
Ora va spensierata tristezza
La poesia è la mia, il mondo è già tuo.

“Dedicata alle oltre duecentocinquanta persone morte in Abruzzo per via del terremoto tragedia che si poteva evitare se l’allarme non fosse stato ignorato”.

Emanuele Locatelli Scrittore www.emanuelelocatelliscrittore.it



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