15 ott 2013

La Casa Dei Ricordi Racconto Breve di Emanuele Locatelli Scrittore, Libro La Casa dei Ricordi


Era una mattina del 1994 quando mi svegliai aggrovigliato al letto con i piedi sul cuscino, le braccia                                                                                                                                            a penzoloni lungo i fianchi e la testa nascosta sotto le lenzuola.
Era una fresca mattina primaverile dove tutto sembrava apparentemente normale ma …
Non riuscivo più a parlare, non avevo più la voce e non sapevo come fare.
Ad un tratto sentii bussare alla finestra, mi avvicinai, alzai la tapparella e aprii la finestra ..
“La luce, non vedo più niente, la luce, è troppo forte, la luce mi abbaglia e caddi per terra come un salame”.
Mi svegliai di nuovo bagnato fradicio e sudato pensando di aver fatto solo un brutto sogno, ma .. davanti a me sopra il mazzo di rose bianche sulla mia scrivania volava una bellissima farfalla tutta colorata e a strisce come un arcobaleno, mi avvicinai per osservarla meglio quando mi accorsi che non riuscivo più a parlare, la mia voce non c’era più era un pò come svanita nel nulla … allora non era un sogno … la mia voce era davvero sparita e io non stavo sognando ..
La farfalla si alzò in volo in un fantastico, magico volo, era bellissima, portava i colori del mondo proprio come un arcobaleno, era avvolta da un incantevole intreccio di luci colorate, non avevo mai visto una luce più bella, ero attratto dal suo splendore e incantato da quel maestoso volo, si posò sulla rosa, fece un attimo di silenzio e poi disse:
Ehi tu !
E io risposi: puoi parlare!
Certo rispose la farfalla, posso parlare, leggerti il pensiero e fare tante altre cose,
perciò non conta se ora tu non hai più voce perché possiamo comunicare col pensiero, ora se vuoi le risposte alle tue domande apri le orecchie e stammi ad ascoltare e capirai perché ora tu sei rimasto senza voce.
Ero allibito, stupefatto, era assurdo non ci credevo ma era così, stavo parlando con una farfalla.
Ora però e meglio tacere e stare ad ascoltare quel che la farfalla d’importante ha da dire.
La farfalla si presentò dicendo. Io sono la magia, la regina dell’essenza, sono colei che domina ciò che è e non è, sono l’acqua che scorre nei fiumi, sono il fuoco che brucia la notte, sono la terra che da la vita, sono l’aria che respiri,
l’uomo che sei diventato, sono l’emozione che ti brucia dentro, sono la luce che abbaglia il tuo cuore, sono la magia che da la vita, sono la vita.
Stupidamente o forse ingenuamente le chiesi:
Perché se sei così potente ti mostri a me sotto le spoglie di una bellissima si, ma piccolissima e indifesa farfalla?
La farfalla rispose: Come ti ho detto io sono magia e se sono farfalla davanti ai tuoi occhi è perché una farfalla è quello che alla tua giovane mente è consentito ancora di vedere.
Ma non ti preoccupare tutto può cambiare.
Vedi caro Emanuele oggi voi umani vi date limiti, tracciate schemi, confini e orizzonti, non date spazio neanche alla fantasia, alle emozioni, ai sogni, alla magia, non avete tempo nemmeno per voi stessi, andate troppo di fretta, state perdendo pian, piano ogni cosa e diritto per cui avete sempre lottato e la cosa terribile è che non vene rendete conto perché andate troppo di fretta.
Avete fretta nel pensare, poco tempo per dormire, vi rimane poca vita da vivere, due minuti per due parole, fretta per fare l’amore, non avete tempo per riposare, volete fare e fare e non riuscite a fare niente e di tempo ne rimane così tanto, tanto è vero il detto che c’è più tempo che vita.
Infondo l’uomo non è fatto di solo carne e di ossa, l’uomo come la donna è fatto di sogni, di speranze, di sentimenti, di principi e di valori e di magia.
Dov’è la magia della vita, dov’è l’amore?…

Come sei saggia mia cara farfalla o meglio, magia ma dimmi come devo fare per ritrovare la mia voce?

Mio caro Emanuele mi disse la farfalla, io non posso dirti chi sei, ma posso indicarti la via, posso illuminarla perché tu non cada ma non posso dirti dove andare o cosa fare, un consiglio però te lo posso dare.
Volta lo sguardo, guarda dentro di te, cerca la gioia e con essa la felicità che gli appartiene, trova l’amore e cerca te stesso, io sarò la tua luce, la tua guida, ora seguimi ..

Così scesi dal letto, mi misi i pantaloni e la maglietta rossa attilla, scesi le scale, andai in giardino e cercai la farfalla che si era posata su un filo d’erba ancora un pò bagnato dall’aurora mattutina.
Mi avvicinai alla farfalla che mi disse: “Ora scava, qui sotto questo filo d’erba”.
Mi misi in ginocchio nel prato, con le mani iniziai a strappare i primi fili d’erba verde bagnata e iniziai a scavare con semplici mani nude.
Ci volle un attimo quando fra qualche filo d’erba e qualche centimetro di terra umida spunto una vecchia scatola di cartone, rimasi in silenzio ma poi mi torno alla mente..
Era la mia vecchia scatola di cartone, quella scatola in cui nascondevo i ricordi più belli e più brutti nella mia infanzia, le mie vecchie fotografie, i miei ricordi, il mio passato, la mia vita, i miei giocattoli, le mie origini, quello che sono ..
Quella era la mia scatola dei ricordi, quella scatola di cartone contenente mille emozioni che nascisi fra la terra da bambino e che non ricordavo neppure di avere nascosto ecco ora ricordo…
Ora ho capito quello che volevi farmi capire..
Mi girai verso la farfalla, presi coraggio e di getto apri quella vecchia scatola che tanto da bambino mi presi cura di nascondere per il tanto soffrire e il poco star bene.
Tolsi il coperchio rividi i miei ricordi erano stupendi, il dolore non c’era più, quella vita che tanto con premura mi ero preso cura di nascondere sotto terra in una scatola di cartone, non aveva alcun dolore, era vita, arano ricordi, soltanto dolcissimi ricordi e li m’accorsi di aver soltanto perso tempo nel cercare di nascondere il dolore che avevo dimenticato di vivere e in tanto il tempo ininterrottamente passava e io invecchiavo.
Iniziai a sentirmi vivo, ero felice, ricordavo chi ero, la mia vita, le mie origini, i miei fratelli, i miei genitori…
Dalla scatola di cartone uscirono delle fasce di luce che mi oltrepassarono il corpo, verso gli occhi, mi ritorno la voce, la mai mente ritornò limpida e serena e io iniziai a ricordare ero assalito dai ricordi del mio passato, sentivo un emozione dietro l’atra.
Piansi come non avevo mai pianto, ero felice, triste e stanco ma fiero di essere arrivato al traguardo, finalmente riuscivo  a ricordare la mia vita sue mille emozioni.
In quella scatola erano contenuti i ricordi del mio passato che avevo nascosto per come per nascondere il dolore senza sapere che avrei nascosto me stesso e senza sapere che non si può fuggire dal proprio destino.
In quel momento capì l’importanza della mia vita, di quanto è bello ricordare, di come è bello sognare e che è umano emozionarsi ma soprattutto quanto è bella la vita.
Mi voltai per ringraziare la farfalla di avermi aiutato a ritrovare la mia voce, la guardai e a cuor sincero gli dissi:
“Grazie, farfalla grazie di avermi fatto ricordare e di avermi fatto capire l’importanza della vita, grazie ora so chi sono, so cosa voglio, cosa valgo e quel che posso dare, farò tesoro della mia vita e delle mie esperienze, ora ho capito l’importanza dei ricordi e di ricordare ecco è giunta l’era della casa dei ricordi. 
Grazie farfalla, grazie ancora, ti ricorderò come il ricordo più bello che avrò e ti prometto che da questa scatola di cartone nascerà un palazzo…”

La farfalla fiera e soddisfatta prese il volo verso il cielo, lasciando dietro di se un arcobaleno così bello come non si era mai visto per cadere poi dal cielo fin dentro il mio cuore, il prato tornò a fiorire e io in quel momento capì l’importanza della vita, del ricordare e delle emozioni, perché in fondo cosa rimane a un uomo se non i ricordi e l’emozioni.
Salì le scale, tornai in casa, entrai in camera e misi sotto il letto quella scatoletta di cartone che ora col passare del tempo è diventata piano, piano, giorno dopo giorno, ricordo acculato dopo ricordo…
La Casa Dei Ricordi.

Poi presi u quaderno e una penna e iniziai a catturare le particelle di emozioni che volavano nella stanza, come un pittore, uno scultore, o meglio un poeta ho iniziato a creare fogli colorati, messia cornice per ricordare esattamente come in una foto quelle emozioni che mi anno accompagnato nella vita e che non voglio dimenticare, quelle emozioni buone o cattive che siano e ci rendono uomini.

Non importa se è stato solo un bel sogno perché è stato un sogno che mi ha cambiato la vita, l’importante è che ora sto vivendo.

Da quel giorno emozione, dopo emozione, ricordo dopo ricordo, foglio di carta, sopra foglio di carta, da quella piccola scatola di cartone come un bambino sei nato tu.
Oggi prende vita.. 

“La Casa Dei Ricordi, Emozioni o pezzi di vita che rimarranno per sempre.
Alla mia famiglia, i miei amici e tutte quelle persone che mia accompagnano nella vita: Ben venuti nella casa dei ricordi, fate come se fosse a casa vostra!
Con Amore Emanuele Locatelli”. 



[i] [i] Tutti i Diritti Riservati a Norma e Tutela di Legge a Emanuele Locatelli www.emanuelelocatelliscrittore.it


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