29 ott 2013

Dagli Appennini alle Ande Poesia di Emanuele Locatelli Scrittore


Dagli Appennini Alle Ande.

Il mio viso
si bagna di nuovo d’acqua salata
come un fiume
che scende pian piano nel suo letto -
i miei occhi ..
non possono fare a meno di piangere.
Lo sai quant’è brutto esser soli?
Trascorrere l’esistenza, l’intera esistenza
tutta la tua vita
aggrappato a un filo
in inbilico dagli Appennini alle Ande
a ballare da solo, come un gioppino
per non far capire e nemmeno intuire
a nessuno, che ormai
sei già caduto da un pezzo
e sei lì, in inbilico ad aspettare
e non puoi cadere, devi vincere
per te stesso, per gli amici, per tua madre
e per la vita che vuole a tutti i costi
che tu sia vincente.
Vincente; ma che ne sa la vita
cosa vuol dire perdere?
E tu sei lì in inbilico ad aspettare
quella gran puttana di una vita
che non vuole darti pace.
Un attimo di tregua per favore!
E tu sei lì in inbilico fra la vita e la morte
un’assurda solitaria esistenza
chiamata depressione
a metà fra l’inizio e la fine
come in una corsa, in una terra di mezzo,
un buco nero nel grande girotondo –
una scivolata dal filo della vita
e sei lì in inbilico.
Quel che importa è non cadere
perché se cadi nell’assurdo e nel mistero
e vieni attratto cosi forte dal dolore
e da quella cosa che ti spinge verso il basso
non ti salvi più, hai perso
e allora la vita non avrà più un senso
anche perché ormai sarà passato troppo tempo
e tu non avrai più una vita
quanto è vero che non si torna più dalla morte
il precipizio del dolore è senza fondo
e non si torna mai più indietro
allora non cadere piuttosto impara a volare
e allora vedrai che la vita avrà un nuovo giorno
e tu rinascerai ancora.
Vivere per rinascere ancora
e volare, volare per sempre ..

Emanuele Locatelli Scrittore www.emanuelelocatelliscrittore.it


0 commenti: